Open Lab

La fucina delle idee

Qui da noi la produzione di un vino affonda le sue radici nella preliminare opera di ideazione e progettazione.

Non è un concetto sterile, tutt’altro. Sottende invece ad attente analisi e valutazioni, ad osservazioni in vigna e in cantina, a innumerevoli degustazioni e valutazioni.

E’ in questa attività che i vari protagonisti aziendali trovano il loro iniziale compendio, portando ognuno la propria esperienza e la propria visione del futuro.

Da qui nasce tutto, l’essenza dei nostri vini, la partenza di ogni sogno.

“Ma sedendo e mirando, interminati spazi di là da quella, e sovrumani silenzi,
e profondissima quïete io nel pensier mi fingo, ove per poco il cor non si spaura.”
Giacomo Leopardi

Gli spazi

Questo verso, vera e propria fotografia, estratto dalla celeberrima poesia ‘L’Infinito’, potrebbe ben riassumere le sensazioni che assalgono l’agronomo e l’enologo dell’azienda quando si muovono per i loro vasti ambienti di lavoro.

Gli ettari di vigna si susseguono lungo le curve sinuose delle colline e le ondulazioni del terreno, lungo le eterne geometrie dei vigneti, lungo le infinite sfumature cromatiche che ogni stagione regala e profonde a piene mani.

Il bagliore dell’acciaio, l’ombreggiata imponenza delle vasche di vinificazione, la rotonda sagoma delle botti di affinamento, riempiono lo spazio della cantina e, nel contempo, lasciano loro attorno il vuoto dell’incognito, il mistero del divenire vino.

Centocinquanta ettari di vigna si estendono, si inseguono. E fra di loro l’agronomo che ne assapora le linee, ne coglie gli umori, ne interpreta i segni, ne soddisfa i bisogni.

Autoclavi, serbatoi in acciaio, vinificatori, tonneaux, barriques e vasche di cemento abbelliscono la cantina con la loro solida, concreta utilità. Anche il loro prezioso lavoro avviene in silenzio, quasi devoto, rotto soltanto dal ronzio dei motori e delle attrezzature.

E in mezzo a tutto questo, le chiacchiere felici dei contadini e dei cantinieri…

“Se è verde o si muove, è biologia. Se puzza, è chimica. Se non funziona, è fisica.”
Arthur Bloch

La materia

La materia, l’uva che diverrà vino, è per noi di fondamentale importanza.
Essenziale è la sua perfetta integrità, il suo chicco originario, preservato e protetto dalle malattie e dagli agenti patogeni, raccolto con cura maniacale solo ed esclusivamente quando il tempo è arrivato.
Il tempo della raccolta, della preparazione dell’uva, della sua trasformazione da frutto e bevanda eccelsa.
Tutte le operazioni agronomiche, dalla gestione della vigna agli interventi esterni a suo supporto, sono condotte nel più profondo rispetto di ciò che già c’è: una natura pressoché incontaminata.
Non sono soltanto parole, sono fatti. E a riprova di questo l’azienda è stata premiata al Merano WineFestival quale ‘Cantina Eco Friendly’.
In nome di uno dei valori da noi ritenuti più preziosi: la coerenza.

“Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano.
Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista.”
San Francesco d’Assisi

La mano dell’artista

Ci piace descrivere l’insieme delle nostre attività di vigna e di cantina come una bottega.
Rifacendoci all’antico concetto di bottega, ovvero di fucina in cui, oltre al lavorare le materie prime si forgiavano anche gli animi dei lavoranti.
Era questo il centro di aggregazione degli artisti, persone illuminate nell’arte del fare che, a loro volta, trasmettevano il loro sapere e la loro arte ai vari discepoli desiderosi di imparare.
Ecco, fare il vino, produrlo con senso e con passione, equivale un po’ a creare, vendemmia dopo vendemmia, dei singoli ‘pezzi d’arte’, unici, distinguibili, inimitabili.
Ai nostri artisti, alle loro mani testimoni di fatica, va dunque il nostro ringraziamento.

“Dicono che il genio consiste in un'illimitata capacità di aver cura dei dettagli.”
Arthur Conan Doyle

La cura dei dettagli

Come in un’orchestra sinfonica, il dettaglio del singolo si integra alla perfezione con quello degli altri componenti.
La conduzione della vigna, nel nostro caso, pur avvenendo nel pieno rispetto dei ritmi e delle esigenze vegetali della pianta (e dell’ambiente che la ospita), assolve nel contempo criteri di rigore quasi scientifico. Analisi, valutazioni di resa e d’impatto, determinazione dei corretti tempi d’intervento, determinazione dei carichi produttivi, selezione delle uve in vendemmia e differenziazione degli interventi vendemmiali. Queste ed altre le metodologie che accompagnano il nostro lavoro in campagna.

Nella nostra cantina viaggia indisturbata l’anima del vino, la sua essenza.
E per questo motivo il nostro enologo e la sue équipe mantengono il giusto atteggiamento di rispetto e di deferenza verso ciò che già c’è e che, solamente, va portato alla luce. Preservazione del carattere varietale delle uve, decantazioni statiche dei mosti, fermentazioni lente e calcolate, adozione di tecniche di cantina meno invasive possibile, ascolto dei tempi e dei ritmi di evoluzione dei vini.
Solo così i concetti di finezza, eleganza, equilibrio e armonia trovano la loro giusta e più accogliente dimora nei nostri vini.

“Una volta colte, le opportunità si moltiplicano.”
Sun Tzu

Il traguardo

Per nostra indole non abbiamo mai considerato il traguardo finale come un punto di partenza, ma come quello d’inizio.

Un ossimoro apparente, in realtà.

Una contraddizione in termini che nasconde, invece, la voglia di miglioramento e di raggiungimento di traguardi produttivi sempre più ambiziosi.

Non ci interessa essere considerati i primi della classe. Ci preme, invece, essere riconosciuti da tutti come i principali interpreti del nostro territorio e delle uve che vi dimorano.

Abbiamo cercato, nel tempo, di estendere il concetto francese di ‘clos’ ai nostri vigneti, chiamandoli per nome, mappando le loro posizioni e le loro giaciture, cercando di capire dove potevano arrivare e farci arrivare.

Al nostro traguardo comune.