Heritage

Una lunga storia d’amore

È una lunga storia d’amore quella che, giorno dopo giorno, anno dopo anno, si è dipanata in seno alla nostra famiglia.
Amore per le persone, per la terra che ci ha ospitato, e tuttora ci ospita, per le vicende che di volta in volta si sono succedute.
Amore per la vita che, nel suo lento incedere, ci ha regalato tutta la sua bellezza e il suo incanto.
Sono oltre mille anni che il nome dei Collalto viene associato alla terra trevigiana e ad uno dei suoi frutti più preziosi e universali: il vino.
Invidiabile storia di antica nobiltà terriera, di indiscussa integrazione con il territorio, di infinito rispetto per la natura e per i suoi frutti, di tutela dell’ecosistema e del meraviglioso paesaggio che quest’antica terra ci ha donato.

Questa, a colori vividi, è la nostra fotografia.

Una fotografia che ancora oggi si replica e si rinnova nella splendida tenuta di Susegana, nel costante impegno profuso dall’erede della tradizione familiare – la Principessa Isabella Collalto de Croÿ – nell’indiscussa territorialità dei vini prodotti, nella mai appagata voglia di fare bene.

E nella consapevolezza che, quando c’è la passione, il tempo passa incredibilmente veloce…

“È inutile per l'uomo conquistare la Luna, se arriva a perdere la Terra.”
François Mauriac

La nostra terra

È da sempre il punto di partenza di ogni cosa. Luogo, insediamento, area  produttiva, campo di battaglia, oasi di pace, paesaggio.
Posta sulla riva del fiume Piave ed alla fine della stretta collinare Montello-Colfosco, Susegana conobbe i primi insediamenti umani fin dall’età del Bronzo. In epoca romana dovette la sua prosperosità al flusso commerciale generato dalla valle del Piave tanto che uno dei toponimi con cui la si identificava, oltre naturalmente a quello specifico di Susegana, fu proprio quello di Mercatelli. Nome che stava ad indicare l’importante “Via dei mercanti”, che univa la città lagunare di Altino con la zona alpina.
L’area, non a caso, divenne crocevia di due importanti arterie stradali: la Claudia Augusta e la Opitergium-Feltria-Tridentum.
Dopo l’età romana, durante le numerose invasioni barbariche che flagellarono la zona, tra il secolo V e il secolo X, si verificò l’importante stanziamento longobardo da cui prenderà avvio la lunga storia dei Collalto.
Grazie ai Longobardi, inoltre, ed alla loro intuizione in merito all’importanza strategica e militare dell’area, Susegana ed i suoi territori limitrofi accrebbero gli scambi commerciali pur mantenendo il carattere di un’area estremamente protetta e difesa ed accolsero via via insediamenti di varia natura, fra cui quelli di alcuni ordini monastici che con la loro continua opera a favore del territorio fecero divenire tali luoghi fra i più belli e curati delle varie contee trevigiane.

Il Castello di San Salvatore, con la sua rocca inespugnabile fortificata, fu il capoluogo comitale del territorio che si estende da Falzé fino a Refrontolo. I bombardamenti della Grande Guerra distrussero completamente il castello e gran parte del patrimonio artistico in esso conservato, senza però minarne l’antico spirito tanto che la struttura è rinata dopo le due guerre ed è ora sede di numerose iniziative culturali.

In questo contesto si staglia dunque il Castello di San Salvatore, vero e proprio simbolo della famiglia Collalto.

Tutto nacque così.

E tutto continuò dal giorno in cui il re d’Italia Berengario II, donando al suo genero Conte Rambaldo I la contea di Lovadina, diede il via ad una saga generazionale che ad oggi si rinnova nello stesso, immutato, segno dell’eleganza e della signorilità da sempre riconosciutale.

“Si vive una sola volta. E qualcuno neppure una.”
Woody Allen

Ciò che siamo

Siamo ciò che nel tempo ci hanno insegnato ad essere: amanti del bello e del buono, appassionati contadini, attenti vignaioli, tutori del paesaggio e delle sue infinite peculiarità.
Ci piace fare le cose per bene, assecondando con calma i ritmi della natura, senza violenze o prevaricazioni sui tempi da questa dettati.
Amiamo lavorare nel bello, nella consapevolezza che da questo stato estetico possano nascere solo cose buone.
Ci piace riportare nei nostri vini tutto ciò che ci è stato donato e verso cui dobbiamo rispetto e riconoscenza: il singolo carattere delle uve locali, le sfaccettature caratteriali del nostro splendido territorio, le meravigliose possibilità interpretative forniteci dalle nostre cantine, l’insostituibile e profonda conoscenza di ogni attore della nostra azienda.
Siamo consci che tutto questo rappresenti una grossa, e imprescindibile, responsabilità.
Ma non conosciamo altre strade né, tutto sommato, ci interessa conoscerle.

“Tutte le passioni, vengano pure. Ma si conta per ciò che si è, non per ciò che si fa.”
Cesare Pavese

Ciò che non siamo

Non vogliamo risultare mediocri, scontati.
Non amiamo le scorciatoie della vita, siano esse umane, professionali, produttive.
Ci piace poco l’assenza di legami, di riconduzioni territoriali, di impegni verso la natura. E questo nella consapevolezza che ogni progetto, ogni qualsivoglia tipo di iniziativa debba partire da un presupposto ideativo fondato sulla conoscenza.
Conoscenza della propria storia, del territorio in cui si opera, delle infinite sfumature della natura, dei limiti cui andiamo incontro e, cosa per noi fondamentale, dei possibili traguardi da raggiungere e, soprattutto, da condividere con più persone possibile.
Non vogliamo apparire, in tutto ciò, arroganti ma consapevoli. Consapevoli che solo l’armonia dell’insieme porta alla condivisione estetica dell’universalità. Ed il bien vivre, nella sua accezione più ampia, ci fa da fedele compagno nella vita.

“Carpire il pieno significato della vita è il dovere dell'attore,
interpretarlo il suo problema, ed esprimerlo la sua passione.”
Marlon Brando

Facce da vino

“Il protagonista, o personaggio principale, è la figura centrale di una narrazione, quella attorno a cui si svolge principalmente la trama. Il termine risale al teatro classico greco, in cui il protagonista era il primo attore della compagnia.”

Ci basta questa definizione per farvi capire cosa siano per noi i nostri collaboratori, microcosmo composito di esperienze e professionalità che, come componenti di un’orchestra, suonano in perfetto sincrono la stessa musica.

Le facce, lo vedrete, sono diverse, così come anche i vari incarichi ricoperti, ma il sentire comune, ve lo garantiamo, è assolutamente univoco.